BROKEN. Il potere del frammento

BROKEN. Il potere del frammento

Firenze – Palazzo Strozzi celebra il potere evocativo e il fascino che il frammento ha esercitato nella storia della scultura dall’archeologia all’arte contemporanea.

A Palazzo Strozzi di Firenze sarà possibile ammirare, fino a domenica 24 gennaio 2027, una grande mostra che riunisce prestiti dalle più importanti istituzioni internazionali, tra cui il Metropolitan Museum di New York, il Museo del Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, il Museo Archeologico Nazionale di Atene, il Museo Nazionale Romano, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e il Museo Nacional de Antropología di Città del Messico.

L’esposizione si pone come un emozionante viaggio tra culture e storie di tutto il mondo attraverso oltre ottanta opere che mettono in luce non solo il valore estetico ma anche le affascinanti vicende storiche e i forti significati politici e simbolici che ogni frammento di scultura racchiude.

Il progetto attraversa epoche e geografie diverse: dalle antiche civiltà dell’Egitto, della Mesoamerica, dell’Etruria, della Grecia e di Roma, si estende fino alle culture premoderne e moderne degli attuali Messico, Mali, Perù e Cambogia.

 

In mostra opere contemporanee e del passato

Opere dei principali maestri della storia dell’arte, tra cui Giovanni Pisano, Michelangelo, Antonio Canova, Auguste Rodin, sono affiancate alle sculture di artisti contemporanei come Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Robert Gober, Francesco Vezzoli e Danh Vo, che hanno assunto il frammento come punto di partenza per nuove possibilità espressive. In occasione della mostra, inoltre, Palazzo Strozzi presenta una nuova installazione dell’artista Mark Manders, concepita per il Cortile rinascimentale.

La mostra indaga le ragioni e le circostanze che hanno determinato la distruzione o il danneggiamento di sculture, dalle iconoclastie antiche e moderne alle devastazioni belliche, dal vandalismo alle calamità naturali. Il percorso conduce attraverso momenti cruciali della storia, tra i quali le guerre e le riforme religiose, la Rivoluzione francese, i conflitti mondiali e l’alluvione di Firenze del 1966, permettendo un’ampia riflessione sul valore politico che queste opere hanno acquisito con la loro rottura.

 

Il significato dei frammenti si è evoluto nel tempo

Se i frammenti sono fondamentali per la nostra comprensione del passato, essi sono molto più che semplici resti di un’unità perduta. Esistono come oggetti autonomi, degni di essere osservati e interpretati come opere d’arte a sé stanti, capaci di oltrepassare il loro contesto originario per raccontare storie di trasformazione, distruzione e rinascita. Nel tempo il loro significato si è evoluto: da simboli di eventi traumatici sono divenuti stimoli per l’immaginazione, generando un dialogo continuo e dinamico tra passato e presente.

Perché i frammenti continuano a esercitare un fascino così profondo? Cosa ci spinge a soffermarci davanti a una statua mutila, a una testa spezzata, a un corpo segnato dalla violenza o dal tempo? Da sempre la rottura accompagna la storia delle opere d’arte. Il tempo, gli eventi naturali, le guerre, l’iconoclastia, la devozione, il riuso e persino la creazione artistica hanno trasformato opere nate come unità compiute in oggetti frammentari, capaci tuttavia di conservare – e talvolta accrescere – la propria forza espressiva.

Mettendo in dialogo secoli e contesti culturali diversi, la mostra si sviluppa in sezioni tematiche che indagano il frammento come fenomeno storico, culturale e simbolico, esplorando le molteplici vite di opere che ci permettono di interrogarci sul rapporto tra distruzione e memoria, perdita e immaginazione, assenza e sopravvivenza. Il frammento emerge così come una forma autonoma di conoscenza: una presenza che custodisce le tracce del tempo e, nelle sue lacune, continua a evocare il passato e a interrogare il presente.

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Info & image | https://www.palazzostrozzi.org/mostra/broken/

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